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Diario

Don Bosco Life

Perché solo facendo si impara davvero

05 Marzo 2021

I laboratori non si fermano mai!
Prima delle vacanze di Natale, quando ancora non era prevista una presenza a scuola del 50%, la “Logistic Challenge” ha permesso agli allievi della classe prima Logistica di affrontare in presenza, ogni mercoledì, in modo laboratoriale, le specifiche materie di settore: gestione magazzino, gestione trasporti e attrezzature di settore.
I ragazzi, divisi in gruppi, hanno affrontato casi pratici di organizzazione e gestione delle consegne attraverso la metodologia della “prova di realtà”.
Che cos’è un compito di realtà? È una situazione-problema, il più possibile vicina al mondo reale, da risolvere utilizzando conoscenze e abilità già acquisite, mettendo in pratica capacità di problem-solving e altre abilità.

 

L’obiettivo finale di questa attività di laboratorio? Realizzare un piano consegne a tre clienti con sede in tre diverse località del territorio italiano.
Per raggiungere questo scopo, i diversi gruppi di studenti hanno inizialmente riprodotto in scala dei bancali EPAL, soffermandosi sulle loro caratteristiche fondamentali. In un secondo momento, poi, hanno avuto modo di riflettere sulle principali tipologie di imballaggi utilizzate nel mondo delle consegne e del magazzino, recuperando e riciclando vari materiali, tendenzialmente cartonati, e riproducendoli in scala, in modo da simulare dei colli di consegna.
Solo a questo punto i ragazzi sono riusciti a simulare e sperimentare a tutti gli effetti la logica di carico dei colli in un camion, che organizza un piano di consegne strettamente collegato alla distanza dei clienti dalla sede aziendale.

 

 

La “Logistic Challenge” ha permesso alla classe di lavorare con le principali attrezzature della logistica (ovviamente in dimensioni ridotte), e di sperimentare in prima persona l’organizzazione e la disposizione degli imballaggi in base alle consegne, elaborando e confrontandosi sulle decisioni migliori in termini di percorso e di gestione del lavoro.

 

In quanto prova di realtà, la “Logistic Challenge”, per essere efficace, deve avere una connessione evidente e diretta con il mondo reale e un’esplicita significatività per gli studenti che vengono sollecitati e motivati dalle sfide che essa propone.
Così facendo l’impegno di lavoro richiesto si colloca nella “zona di sviluppo prossimale” di ciascuno, un’area in cui non si conosce ancora bene la situazione, ma si possiedono tutti gli strumenti cognitivi per affrontarla e risolverla.
Proprio per questa molteplicità di conoscenze, competenze e abilità, la “Logistic Challenge” è stata un’occasione davvero unica e ha offerto uno spazio di autonomia e di responsabilizzazione per tutti gli studenti.

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