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Diario

Scuola/lavoro

Work-based Learning: l’importanza dell’apprendistato per una formazione completa

29 Aprile 2022

Apprendistato, alternanza scuola-lavoro, tirocini e stage: quale valore hanno nel percorso formativo dei ragazzi? 

Sabato 23 Aprile si è tenuto presso la nostra sede il Seminario “WBL l’apprendistato duale guarda all’Europa” durante il quale ci siamo confrontati sul valore e la funzione dell’apprendistato nel percorso di crescita professionale dei ragazzi, a fronte della partecipazione al progetto Fse Eduwork.net “Networking of VET”.  L’obiettivo del progetto è stato il rafforzamento della cooperazione tra le associazioni e le reti di fornitori di IeFP (Istruzione di Formazione Professionale), stabilite a livello regionale, nazionale ed europeo e gli attori del mercato del lavoro.

Ma prima di entrare nel dettaglio: cos’è il WBL? WBL è l’acronimo di Work-based Learning, una scelta educativa che valorizza e rende parte integrante del percorso formativo tutte quelle esperienze che permettono di apprendere competenze professionali e soft skills grazie ad una collaborazione integrata tra scuola e aziende del territorio. Un modello di cui ci facciamo portavoce e che cerchiamo di implementare e valorizzare ogni giorno per offrire un percorso formativo sempre più solido ed efficiente. 

Durante il seminario la Dott.ssa Piacentini, in rappresentanza di Ciofs-Fp Nazionale, ha condiviso con i partecipanti al tavolo di confronto gli obiettivi perseguiti dal progetto:

  • formare una rete transnazionale di attori di IeFP e facilitare lo scambio di conoscenze ed esperienze e la condivisione delle migliori pratiche sull’eccellenza nell’IeFP,
  • migliorare il collegamento con le imprese (in particolare PMI) e con le esigenze del mercato del lavoro,
  • migliorare la qualità dell’offerta di IeFP sia per i destinatari sia per i datori di lavoro,
  • sostenere la mobilità transnazionale dei destinatari e dello staff dell‘IeFP, attuando le politiche europee in materia di IeFP per il trasferimento e il riconoscimento dei risultati dell’apprendimento (ECVET).

Il progetto ha lavorato considerando due importante tematiche:

  • l’apprendimento in situazione di lavoro (WBL), quindi il rapporto con le imprese e il mercato del lavoro e il miglioramento dell’offerta formativa in relazione alle esigenze del mercato del lavoro,
  • le mobilità, in particolare all’estero, quindi l’internazionalizzazione del sistema e della sua offerta formativa.

All’interno del progetto, Eduwork.net ha proposto uno studio di contesto transnazionale “Apprendimento basato sul lavoro e apprendistato in Italia, Spagna, Grecia, Lituania, Regno Unito e Irlanda”. Ogni partner ha condotto interviste e focus group con i principali soggetti interessati (studenti, PMI e fornitori di IeFP) e una ricerca a tavolino sul WBL nel loro Paese. Tutte le considerazioni e i risultati della ricerca condotti a livello italiano sono state presentate in un unico rapporto italiano, redatto da Forma, il quale è diventando un utile compendio sull’apprendimento basato sul lavoro in Italia.

Dal questionario somministrato sono emersi dei dati molto interessanti: 

  • il livello di soddisfazione dell’apprendimento in azienda è molto alto;
  • le competenze maggiormente acquisite sono quelle tecniche e relazionali a pari merito con le soft skills e quelle comunicative, l’autostima e il rapporto con i clienti;
  • chi ha partecipato sottolinea la necessità di svolgere un numero maggiore di ore in azienda per aumentare la preparazione finale;
  • Sono stati segnalati dei momenti di delusione da parte dei partecipanti quando in azienda vengono assegnati compiti poco pertinenti. 

Dopo la presentazione iniziale del progetto da parte della Dott.ssa Piacentini, sì è svolto un interessante confronto tra i partecipanti alla tavola rotonda.

Il Dott. Menin, rappresentante della Regione Veneto, ha evidenziato come ci si orienti sempre di più verso il Quarto Anno per realizzare un’esperienza in azienda, in quanto i ragazzi sono più consapevoli e in grado di inserirsi nei contesti con maggiore maturità. 

Il Dott. Garibbo di Confartigianato Marca Trevigiana ha sottolineato invece come il Contratto di apprendistato duale sia stato molto richiesto dalle aziende per l’alleanza tra scuole e imprese soprattutto con scuole professionali che spesso sono poco conosciute. Questo ha permesso di trovare figure occupazionali aprendo le porte a giovanissimi e tracciando un percorso insieme, con reciproca carica di responsabilità. Garibbo ha concluso dicendo che questo è decisivo per la crescita dei ragazzi. 

Sulla stessa linea si è espressa la Dott.ssa Cancian di Calzoleria Cancian che ha evidenziato come queste opportunità di introduzione alla professione e all’ambiente lavorativo siano fondamentali; “I ragazzi all’inizio non parlano, poi imparano a vincere la timidezza e a relazionarsi correttamente con clienti e colleghi”. 

Il Dott. Bortolon di Top1 srl ha invece riportato che l’ostacolo eventuale che si può incontrare proponendo queste collaborazioni alle aziende è la possibile diffidenza del tutor verso un giovane che approccia il mondo lavorativo senza esperienza: paura che deve essere piano piano superata considerando i riscontri positivi che stanno riportando questi progetti. 

“La relazione non si impara sui libri. La puntualità non si impara nei libri, ma in azienda ha sottolineato il Dott. Cumunian di Comunian Vini Srl, sostenendo quanto queste esperienze siano concretamente impattanti nella formazione dei ragazzi e al tempo stesso nella crescita dell’azienda, in quanto ogni nuovo ragazzo per gli imprenditori è fonte di novità e nuovo apprendimento. 

Lo stage formativo e l’apprendistato duale hanno quindi l’obiettivo di permettere allo studente di sperimentare le competenze tecnico pratiche acquisite in azienda, poterle inserire in un organico e avere feedback sulle competenze acquisite. “L’impresa diventa protagonista della formazione con il compito di formare il ragazzo per un numero più elevato di ore, facendo diventare così condivisa la formazione con una responsabilizzazione educativa e formativa dell’azienda” ha infine evidenziato il Dott. Gianfranco Zotta della Federazione Nazionale CNOS FAP, promuovendo la necessità di rendere quanto più possibili queste esperienze. 

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